Nel 2001, dopo circa otto anni di assenza dall’Italia e grazie al contributo mio e del mio amico-fratello Maurizio Balboni, Don Americo Yabar, un Paq’o, uno sciamano e curandero delle Ande peruviane originario di Cuzco, tornò ad insegnare sulle nostre montagne le pratiche spirituali ed energetiche connesse alla tradizione andina ma da lui stesso elaborate e sintetizzate in un sistema molto pragmatico di tecniche che poi chiamò “La Via Salka”.
Io e Maurizio gli organizzammo seminari che videro un’ampia partecipazione.
Don Americo ha lavorato con i Q’eros (antica popolazione che vive oltre i 4000 metri di altitudine sulle Ande centrali) ed è stato allievo del grande maestro Don Benito Qoriwaman (Falco d’Oro). Con Don Americo ho sempre avuto un rapporto molto intenso, in un modo o nell’altro, anche perché tra noi vi è un’indelebile passato “karmico”….! Devo molto a Don Americo!! Il nostro incontro, alla fine degli anni ’80 è stato per me importantissimo, mi ha aiutato notevolmente a riconnettermi con quella parte di me (la mia originaria anima indigena) che spingeva e scalpitava per essere riconosciuta e pienamente accettata. Amo lo que tengo de indio!!
Ma veniamo al 2001.
Era da tempo che rincorrevo il sogno-visione di ricomporre, simbolicamente parlando, il cordone energetico che unisce la natività dell’intero Continente Americano. Sentivo l’impellente necessità, da autentico Chakaruna (uomo ponte), di riunire in un sol posto un rappresentante della tradizione nativa del Nord America con un altro degno e pari rappresentante del Sud America.
L’occasione si presentò propizia al termine di un seminario che organizzai a Don Americo Yabar sull’alto appennino modenese.
In quel periodo viveva in Italia un altro mio maestro, un Uomo di Medicina e capo spirituale della nazione dei Sioux Lakota, Wambly Mooni (Aquila che Cammina); un’occasione unica per realizzare il mio sogno.
Il giorno seguente la fine del seminario di Don Americo, Wambly si presentò all’Hotel di montagna dove alloggiammo e finalmente il Condor incontrò l’Aquila!!
Fu una giornata veramente speciale, vibrante, un giorno che non dimenticherò tanto facilmente…..sembrava di vedere due fratelli che non si vedevano da un’eternità e che poi, reincontrandosi, scambiarono tutto ciò che potevano darsi in quel magico momento, ognuno con la propria identità, ognuno con il proprio carico di responsabilità, ognuno con il proprio amore, ognuno col proprio senso di appartenenza, ognuno col proprio potere personale!!
Partecipai attivamente all’incontro in quanto, essendo io profondamente connesso col Mondo Maya, in quell’occasione rappresentavo il Centroamerica.
Vi è un detto in Guatemala che dice “el Quetzal (uccello simbolo dei Maya) reùne el Aguila y el Condor”. In quel momento sentii dentro di me il potere del Quetzal e la profonda connessione con la mia antica terra, con i miei antenati di laggiù, con la mia anima nativa, con la mia parte eterna…!!
Le foto qui riportate sono la testimonianza dell’incontro super-emozionante tra il Condor e l’Aquila, nel cielo del nostro sacro Appennino.
Curioso notare che il proprietario dell’Hotel che ci ha ospitati è un ex aviatore….e per giunta, amante del Continente Americano!
Questo incontro fra la tradizione nativa del Nord con quella del Sud America non sarà sicuramente stato il primo incontro e non sarà nemmeno l’ultimo di questo genere, ma il fatto di aver contribuito a rafforzare il legame di fratellanza tra le nostre culture e tradizioni spirituali ha prodotto quacosa di molto speciale, qualcosa di estremamente sensibile e immutabile!!
Mitakuye Oyasin (per tutte le mie relazioni)!!
Cerimonia della Capanna del Sudore (Inipi) guidata da Wambly Mooni e da suo fratello Nakeya nel 1999 a San Giovanni d’Ostellato (Ferrara).









Ciao,
anch’io ho avuto contatti con i Q’eros e ho fatto l’”hatun karpay” in Perù nel 2007. Tengo la foto di Don Benito Quoriquaman appesa nella mia camera e sento una forte connessione con la spiritualità andina. L’anno scorso ho tenuto delle serate ( in sette città diverse ) in cui parlavo del mio viaggio e dell’incontro con i Q’eros.
Un saluto.
Maristella