Studio sulla Fito e Floriterapia autoctona della Bioregione Bacino Fluviale del Po (antica Gallia Cisalpina)
Perchè Fito e Floriterapia autoctona della Valle Padana? Semplice! Perché questa terra è la mia terra, perchè qui sono nato; anima antica tra Olmi plurisecolari e Querce maestose, tra la magia dell’acqua che incontra la terra, tra l’infinito cielo che sovrasta la grande Pianura. Qui, proprio qui ho potuto recuperare, aiutato dalla gente semplice e autentica di queste contrade, il senso della mia natività e, attraverso ciò, la capacità di connettermi e di empatizzarmi con la “natività”ancora presente in tutto il Pianeta. Ahoo!!
Le piante spontanee autoctone hanno sempre rappresentato per me un elemento fondamentale nel percorso di riappropriazione del “senso di appartenenza” ad un ampio sistema di relazioni che è parte e al contempo espressione del territorio in cui vivi. Esse sono, per me, soprattutto amici e sorelle, esseri senzienti con i quali condivido il mio tempo, il mio spazio vitale, le mie visioni, i miei sogni, le mie speranze, le mie passioni e i miei inevitabili dolori. Loro sono, in modo specializzato, produttrici di “energia sottile, leggera, purificatrice, benefica” (samiy, in lingua Quechua), perciò a volte preferisco stare in loro compagnia che non con cert’uni esseri umani la cui principale vocazione sembra essere quella di produrre costantemente grandi quantità di “energia pesante, inquinata, sporcizia eterica”(Jucha, sempre nell’idioma andino).
Credo che questi siano sufficienti motivi per far sì che tali amici e compagni di viaggio possano anche, attraverso opportune trasformazioni, acquisire per noi una valenza terapeutica, un valido sostegno biologico capace di indurre il nostro organismo a riorganizzare le proprie risorse energetiche per poterle indirizzare verso un sostenibile processo di guarigione.
Sulla Fitoterapia e soprattutto sulla Floriterapia sono stati versati fiumi di inchiostro, macinando continuamente cose trite e ritrite in cinquantamila-salse-diverse, spesso col risultato di giungere alla nausea per “totale assuefazione” ancor prima di poterne sperimentare i benefici effetti. Scusate ma non riesco ad essere tenero e comprensivo con certa opportunistica tendenza!
Per cui, tranquilli, non vi annoierò con il solito nozionismo che potete trovare con estrema facilità nell’infinito orizzonte fatto di libri, di trattati, di prontuari, di riviste e di blog’s specializzati sull’argomento. Vi dirò soltanto che le piante che crescono nella terra sulla quale abbiamo i piedi, sono anche quelle che garantiscono la miglior adattabilità al nostro “terreno organico” e, di conseguenza, sono quelle che meglio di altre si prestano a soddisfare esigenze di riordino dei processi vitali e delle funzioni organiche perturbate.
Lascierò pertanto parlare le immagini, perché più di ogni parola esse sanno dare “il senso” ad un racconto fatto di sensibili carezze, di suoni ancestrali e di aromatiche sensazioni, disciolte nella fluida memoria dell’elemento originario: l’ acqua!!! 
e per favore, non mi si venga a dire che le piante non possono essere toccate con le mani…ma siamo tutti impazziti?? Mani di pranoterapeuta, canto armonico e tamburo dell’acqua non possono che innalzare il livello vibrazionale del fito o del floripreparato!! Il sistema consumistico la sa lunga…non fatevi ingannare da chi cerca di creare “monopoli” a proprio esclusivo vantaggio! Siate partecipi in prima persona della vostra guarigione, ciò acquisterà un significato tanto profondo quanto benefico in termini di richiamo della coscienza, perciò TOCCHIAMO, gente, TOCCHIAMO….e soprattutto SPERIMENTIAMO!!! Ahoo!
La prossima immagine ritrae fiori di Sambuco (Sambucus nigra L.)e fiori di Acacia (Robinia pseudo-acacia L.) appena raccolti e disposti sopra essicatoi sovrapponibili.
Queste sono gemme di Ippocastano (Aesculus hippocastanum L.), “Chestnut Bud” secondo la floriterapia del Dott. Edward Bach (1886-1936). No, tranquilli, non ero io, la mia ultima esistenza l’ho trascorsa in Guatemala…..lui era quasi “un santo”, io tutt’altro, anche se la profonda conoscenza delle piante già mi apparteneva!












